Se un’associazione sportiva eroga un premio di 1.000 euro, l’atleta riceverà 800 euro se viene applicata la rivalsa (l’associazione trattiene il 20% come ritenuta). In alternativa, l’atleta può ricevere 1.000 euro netti, ma l’associazione dovrà versare 200 euro di ritenuta. Altri paesi adottano sistemi di finanziamento simili, con variazioni nei dettagli in base alle strutture federative e alle risorse economiche disponibili. In alcuni paesi, il ruolo dello Stato è più significativo, con contributi governativi più consistenti. Una comparazione tra diversi sistemi di finanziamento delle Nazionali permetterebbe di evidenziare le migliori pratiche e le aree di miglioramento.
– PREMI ATLETI STRANIERIPremi a atleti stranieri
È importante sottolineare che la negoziazione e la gestione di questi contratti di sponsorizzazione sono attività delicate e strategiche, che richiedono competenza e professionalità. La FIGC si avvale di personale specializzato per ottimizzare la ricerca e la gestione di accordi vantaggiosi. Inoltre, va considerato che molti calciatori sono vincolati a contratti con i loro club, che rimangono i loro datori di lavoro principali. La convocazione in Nazionale rappresenta, in questo caso, una sorta di “prestito” temporaneo, che necessita di accordi tra club e federazione per la gestione dei periodi di impegno internazionale. Con il nuovo format della Champions League ogni squadra disputa almeno quattro partite casalinghe nella prima fase e gli incassi del botteghino, soprattutto contro le big europee, possono superare complessivamente i 20 milioni di euro.
– SUCCEDE 1° GENNAIOCosa succede dal 1° gennaio 2025?
Nello specifico, a ogni squadra vengono dati 9,25 milioni come “bonus di partecipazione”, poi nella fase a gironi c’è 1 milione in caso di vittoria o 500 mila euro per un pareggio. Qualificarsi agli ottavi vale 1,5 milioni, mentre per i quarti viene aggiunto un ulteriore milione. Le cifre salgono per la qualificazione alle semifinali e per la finalista sconfitta, in entrambi i casi sono 4 milioni.
Circolare 1A/2026 – Nuove linee guida operative dell’Agente Sportivo
Alle sue spalle invece resta apertissima la corsa europea, con diversi club ancora in lotta per un piazzamento nelle competizioni Uefa della prossima stagione. Le cifre ufficiali non vengono rese pubbliche dalla FIGC, ma secondo stime di settore il valore di ogni gettone si aggirerebbe intorno ai 9.000 euro a convocazione. Una cifra che, rapportata agli stipendi percepiti dalla maggior parte dei calciatori di Serie A, è ovviamente contenuta. Sabatino Pizzano (Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti e Revisore Legale della Sostenibilità ESG), offrono assistenza dedicata a società di capitali, holding ed enti sportivi. I premi erogati a atleti o tecnici stranieri sono anch’essi soggetti alla ritenuta del 20%. La stessa disciplina fiscale si applica anche ai premi in natura (buoni spesa, buoni carburante, materiale tecnico, ecc.).
DEPOSITO PREMI COLLETTIVI E INDIVIDUALI
A partire dal 1° gennaio 2025, l’esenzione dalla ritenuta per i premi fino a 300 euro non è più valida, e tutti i premi saranno soggetti a una ritenuta del 20%. La vittoria della Serie A non vale soltanto prestigio e gloria sportiva, ma garantisce anche un incasso pesantissimo dal punto di vista economico. La Lega Serie A infatti distribuisce una parte dei ricavi televisivi ai club in base al piazzamento finale in classifica, con il primo posto che assicura la quota più alta del montepremi. I calciatori più noti possono avere contratti di endorsement molto redditizi che si valorizzano ulteriormente durante i tornei internazionali. I calciatori convocati in Nazionale ricevono un gettone di presenza per ogni convocazione, stimato intorno ai 9.000 euro, più eventuali premi legati ai risultati nei tornei internazionali come Europei e Mondiali. La componente economica più significativa legata alla Nazionale riguarda i premi per i risultati nei tornei internazionali, in particolare Europei e Mondiali.
– PREMI IN NATURAPremi in natura: come vengono tassati?
- Quando un giocatore appare in uno spot pubblicitario o firma un accordo di endorsement che sfrutta anche la sua visibilità in Nazionale, i proventi di questi contratti si sommano ai compensi federali.
- Per questo motivo la battaglia per i posti europei vale decine di milioni di euro aggiuntivi.
- La nazionale inglese, ad esempio, ha storicamente garantito ai propri giocatori premi di qualificazione e vittoria ben superiori alla media europea.
- Tuttavia, la FIGC non paga direttamente i calciatori con uno stipendio fisso, ma attraverso compensi legati alle prestazioni e alle convocazioni, come già spiegato.
- La FIGC pubblica, periodicamente, bilanci e rendiconti dettagliati delle proprie attività finanziarie, al fine di garantire la massima chiarezza sulla gestione delle risorse.
- La tassa pagata dall’organizzazione, se non recuperata, non può essere dedotta come spesa.
Questi premi possono variare significativamente in base all’importanza della competizione e al risultato raggiunto. La qualificazione a un torneo importante, una vittoria in una partita cruciale o la conquista di un titolo possono comportare premi consistenti per i calciatori, che vanno ad aggiungersi ai compensi previsti dai contratti individuali. La FIGC, naturalmente, gioca un ruolo centrale nel finanziamento della Nazionale. Tuttavia, la FIGC non paga direttamente i calciatori con uno stipendio fisso, ma attraverso compensi legati alle prestazioni e alle convocazioni, come già spiegato. A tutto questo vanno aggiunti sponsor, accordi commerciali e premi sportivi, motivo per cui la qualificazione alla Champions può arrivare a valere complessivamente tra 60 e 90 milioni di euro per un grande club italiano. Come detto, una parte degli introiti derivanti dai diritti televisivi viene redistribuita ai club in base alla classifica finale del campionato.
- La corsa ai primi quattro posti non mette in palio soltanto prestigio sportivo, ma ricavi enormi che possono cambiare la programmazione di una società.
- Allo stesso modo, «in caso di rinuncia a gara di una squadra nel corso del Campionato, i punteggi ottenuti contro la stessa saranno esclusi dalla formazione della graduatoria».
- Il valore del premio deve essere convertito in denaro per calcolare l’importo della ritenuta.
- La fetta più ricca spetta naturalmente alla squadra campione d’Italia, mentre gli importi diminuiscono progressivamente scendendo verso il fondo della graduatoria.
- Gli sponsor rappresentano una fonte di finanziamento essenziale per la Nazionale.
- In alternativa, l’atleta può ricevere 1.000 euro netti, ma l’associazione dovrà versare 200 euro di ritenuta.
- Non si tratta di contratti di lavoro tradizionali, ma di accordi specifici per prestazioni sportive a carattere temporaneo.
Universo Sportivo
Questi premi vengono messi a disposizione dalla FIGC e distribuiti tra i giocatori della spedizione in base al percorso compiuto nella competizione. I premi sono solo per i risultati ottenuti nelle competizioni sportive o per partecipare ai raduni come parte delle squadre nazionali, sia a livello nazionale che internazionale. Si presume che questa regola si applichi anche ai premi in beni o servizi, non solo in denaro.
Questo significa che qualsiasi premio corrisposto a un atleta o tecnico dilettante viene assoggettato alla ritenuta del 20%. La trasparenza e la responsabilità nella gestione delle risorse sono fondamentali per garantire la sostenibilità del sistema e la fiducia del pubblico. Un’analisi comparativa con altri paesi può fornire spunti di riflessione e suggerimenti per migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di finanziamento delle Nazionali di calcio. L’analisi del finanziamento delle Nazionali di calcio va oltre l’aspetto puramente economico. Ha implicazioni sociali significative, legate all’immagine del paese, all’orgoglio nazionale e all’importanza del calcio come sport di massa.
ASD e SSD, lavoro sportivo, Registro Nazionale delle Attivita Sportive Dilettantistiche, RUNTS, enti del Terzo settore e adempimenti tributari e previdenziali. Restare fuori dalla massima competizione europea invece rischia di avere conseguenze pesanti sul mercato estivo e sulla programmazione futura, tra monte ingaggi, investimenti e possibilità di trattenere i giocatori più importanti della rosa. I gettoni vengono distribuiti in misura uguale tra tutti i componenti della squadra convocata, indipendentemente dal ruolo, dalla fama o dallo stipendio percepito dal club di appartenenza. La voce di compenso più immediata per un giocatore convocato è il gettone di presenza. A differenza dello stipendio percepito dal club, che è fisso e mensile, il gettone è un compenso variabile legato alla singola convocazione e viene distribuito in misura uguale tra tutti i giocatori chiamati dal commissario tecnico.
Analizzare chi paga i calciatori della Nazionale Italiana richiede un approccio multilivello, che va ben oltre la semplice risposta “la FIGC”. Infatti, la realtà è molto più complessa e articolata, coinvolgendo diverse entità e flussi finanziari. Tra fee di partecipazione e “value pillar”, sono già note le basi di partenza. Se confrontiamo i premi della Serie A con quelli distribuiti negli altri grandi campionati europei, emerge ancora una distanza notevole soprattutto rispetto alla ricchissima Premier League. Superbonus, bonus ristrutturazioni, ecobonus ordinario, sismabonus, eliminazione delle barriere architettoniche, asseverazioni tecniche e conformita fiscale. Diritto societario, governance aziendale, gestione del patrimonio netto, responsabilita degli organi di amministrazione e controllo e prevenzione della crisi d’impresa, insieme alla fiscalita e all’organizzazione dello studio professionale.
Il sistema di premi e incentivi legati alle prestazioni della Nazionale è un elemento fondamentale del meccanismo di remunerazione dei calciatori. Maggiori successi e risultati ottenuti comportano maggiori premi, creando un sistema di incentivi alla performance e alla dedizione. Numeri che confermano ancora una volta il peso economico enorme del calcio inglese rispetto al resto d’Europa e che spiegano perché la qualificazione alle coppe europee sia diventata sempre più fondamentale anche per i club italiani. I pacchetti di benvenuto rappresentano la promozione di base che i nuovi giocatori italiani incontrano quando si registrano nei casinò autorizzati. Gli operatori nelle giurisdizioni regolamentate devono anche implementare periodi di riflessione tra le richieste di bonus e offrire meccanismi di opt-out che proteggano i giocatori vulnerabili da un eccessivo targeting promozionale. Dal 1° gennaio 2025 torna in vigore il regime ordinario, senza soglia di esenzione.
Dal 1° gennaio 2025 sono cambiate le regole fiscali sui premi sportivi per atleti e tecnici dilettanti. L’agevolazione prevista fino al 31 dicembre 2024, che consentiva l’esenzione dalla ritenuta per premi fino a 300 euro, non è stata prorogata, rendendo tutti i premi soggetti a una ritenuta del 20%. La Riforma dello Sport ha cambiato la tassazione dei premi sportivi assegnati agli atleti per i risultati ottenuti nelle competizioni. Questi cambiamenti sono entrati in vigore dal 1° luglio 2023 e hanno impattato su come vengono tassati, sui soggetti coinvolti e sui doveri fiscali. Ci sono però ancora alcuni dubbi in merito, nonostante la riforma sia in vigore da molti mesi, quindi è bene fare chiarezza su alcuni punti che riguardano i premi sportivi.
Prima di affrontare l’aspetto generale, è fondamentale comprendere la natura dei contratti che legano i calciatori alla Nazionale. Non si tratta di contratti di lavoro tradizionali, ma di accordi specifici per prestazioni sportive a carattere temporaneo. Questi contratti, spesso, prevedono compensi diversificati a seconda della performance, della partecipazione alle competizioni e del raggiungimento di obiettivi prefissati (qualificazione a tornei internazionali, vittorie, ecc.). Si tratta, quindi, di un sistema di premi e incentivi che va oltre il semplice stipendio fisso; Alcuni accordi potrebbero prevedere anche clausole di immagine e sponsorizzazioni individuali, che generano introiti aggiuntivi per i calciatori.
Nel caso di premi stipulati per la vittoria in Campionato, Coppa Italia, Coppe Europee e/o per qualificazioni per le coppe europee e/o per la salvezza, il termine di deposito sarà il giorno precedente la realizzazione dell’evento che dà diritto al premio. Allo stesso tempo, è importante garantire trasparenza e responsabilità nella gestione dei fondi destinati alla Nazionale, al fine di evitare sprechi e garantire l’equa distribuzione delle risorse. Un sistema di controllo efficiente e trasparente contribuisce a rafforzare la fiducia del pubblico e delle istituzioni nel mondo del calcio.
La fetta più ricca spetta naturalmente alla squadra campione d’Italia, mentre gli importi diminuiscono progressivamente scendendo verso il fondo della graduatoria. A proposito di soldi, il comitato esecutivo della Uefa, riunitosi ad Amburgo, ha confermato il piano di ridistribuzione del premio in denaro che per questa diciassettesima edizione del torneo continentale è di 331 milioni di euro. Tanto il prize money da ridividere tra le 24 squadre, quanto i criteri, sono rimasti invariati dalla precedente edizione del 2020 (poi disputatasi nel 2021 causa Covid). Esattamente come per la Champions League, le nazionali cominciano a incassare già semplicemente partecipando, in primis, ma casabet bonus anche vincendo o pareggiando una partita della fase a gironi.